LIVETO ROCK [RECENSIONE] “Mea Culpa”, band: prototypeLAB. Progressive metal di qualità colpevolmente inosservato.

10 ottobre 2017
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10 ottobre 2017 prototypeLAB

LIVETO ROCK [RECENSIONE] “Mea Culpa”, band: prototypeLAB. Progressive metal di qualità colpevolmente inosservato.

LIVE TO ROCK (FACEBOOK)
Fra le cose inosservate, quelle che amiamo definire “underground” e che sono in verità bacino di eccellenze sprecate e mai o male ascoltate, parliamo di “Mea Culpa” dei romani prototype LAB.
Mi sono imbattuta in questa band alcuni mesi fa involontariamente, erano parte del bill di una serata Prog/Doom Metal sul palco del Traffic Club a Roma nel mese di Dicembre 2016 ma ricevettero dalla sottoscritta la quasi totale indifferenza (oggi me ne scuso umilmente con tutti loro).

Di recente, e su insistenza di un amico comune, ho preso il coraggio di accedere al loro player (http://www.prototypelab.it/#section-audio) e dare fondo all’ascolto, armata di tutta la volontà di non cedere alla pigrizia (che in musica mi è aliena) e andare fino in fondo agli otto brani. Già al primo, però, non era più necessaria la spinta… mi sono trovata ad apprezzare molto quello che ascoltavo e così il percorso verso la fine dell’album si è rivelato scorrevole, armonioso e assolutamente godibile.
I protoype LAB, di Roma e dintorni, si sono manifestati come band definita solo nel 2010 pur avendo cominciato la loro storia prima, tanto nella genesi dell’idea quanto nella carriera musicale sei singoli, la line-up è spesso cambiata e dopo molte partecipazioni a live e kermesse, festival e quant’altro -sempre ben riuscendo-, sono arrivati al loro primo album finito nel 2015, il full-length “Mea Culpa”: otto tracce per circa 40 minuti di ascolto. Ho avuto modo di commentare già il loro mood così:
“Progressive. Sono certamente un gruppo Progressive che attinge le sonorità più classiche del genere nelle sue derive metal e un po’ psichedeliche e compone un lavoro di fronte al quale la prima impressione è quella della perizia, della bravura, della capacità di coprire tutti i reparti e di lasciare che ogni individualità sia ben chiara all’orecchio dell’ascoltatore prima di fondersi con le altre a consegnare il risultato finale, ovvero quegli otto brani fra i quali io apprezzo particolarmente “Metta Sutta” (l’intro mi ricorda vagamente un “Black Unicorn” dei Sahg -usciti dopo, nel 2016- accelerato), “Porcelain Sky”, “Syrian Night” e la bellissima “Seagulls are Flying”, nella quale ritrovo per un tratto il leitmotiv nella chitarra di uno dei pezzi capolavoro della “mia” storia del Prog (metal), l’epica Anesthetize dei Porcupine Tree. Non hanno inventato nulla di nuovo i prototype, ascoltandoli si sentono echi di sonorità già prodotte (che sono d’altronde il fondamento del genere che suonano), però quello che hanno inventato sta in piedi da sé e su gambe solide, i riffs sono accattivanti, i testi convincenti (il concept è quello della colpa umana rispetto al degrado culturale e alla distruzione), colpiscono certamente la parte elettronica (nell’album ben curata da Emiliano Guerrieri), la pertinente voce di Andrea Fenili (direi efficacissimo anche alla chitarra), la precisione alla batteria di Stuart Franzoni ma di tutti è chiara l’abilità nell’esecuzione, il lavoro di mixing & mastering è pregevole (a quanto pare, svolto ‘in casa’ ma con professionale dovizia) e infine l’efficacia di un sito web esteticamente apprezzabile aggiunge attrattiva (belli anche i video clips).”
Di “Mea Culpa” a questo punto non resta che attendere la copia fisica perché possa essere acquistata e posta sullo scaffale di chiunque sia amante del genere ma in generale della buona, molto buona Musica.
Band fondata da Stuart Franzoni (batteria e principale ma non unico responsabile del songwriting) e Andrea Fenili (chitarra/voce). Nella line-up attuale, Dario Tomasini al basso (tornato dopo una breve assenza e al lavoro già in Mea Culpa) e la new entry Fabrizio Andreani (chitarra).
(Il magnifico operato synth in Mea Culpa è di Emiliano Guerrieri)

Simona Rongione per LiveToRock
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