30 Giugno 2015 prototypeLAB

Review “MEA CULPA” / Metal in Italy

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From Metal in Italy / Stefano Mastronicola
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I prototyeLAB sono un gruppo di Roma costituito da quattro musicisti dalle indubbie qualità tecnico-compositive e “Mea Culpa” rappresenta la trascrizione in note di cotanta preparazione musicale…

Il sound dei Nostri può essere definito genericamente Rock progressivo, ma rappresenta comunque un abito che calza stretto a questa band, dal momento che i loro orizzonti musicali sono ben più ampi ed abbracciano anche Jazz, Metal ed elementi elettronici. Questa eterogeneità deriva dalle diverse esperienze musicali vissute dai membri della band: Andrea Fenili, chitarra e voce, proviene da progetti Rock Progressive e Metal; Emiliano Guerrieri, pianoforte, tastiere ed elettroniche, fonde studi classici con contaminazioni moderne con l’uso di sintetizzatori; Stuart Franzoni, batteria, è stato fondatore e componente di band quali Semeion, Corpsefucking Art, Lunarsea, Savior From Anger, Degenerhate, Perfidy Biblical, I Suffer Incorporated; Dario Tomassini, basso, ha condiviso con Andrea diverse esperienze musicali.

Tornando all’aspetto puramente stilistico, ciò che emerge sin dal primo ascolto è la maniacale cura dei particolari, che si traduce in arrangiamenti mai banali, che prediligono passaggi atmosferici e carichi di tecnica, oltre che frangenti più spinti, ma senza mai eccedere. È un piacere abbandonarsi alle melodie create da chitarra, tastiere e basso, sottolineate dal drumming di Stuart, il quale non si limita a “portare il tempo”, ma riesce ad impreziosire il suo compito lavorando finemente sugli arrangiamenti, non eccede mai nella veemenza, anche se in alcuni passaggi il double kick irrompe prepotentemente, come in “Mea Culpa” o “Beautiful Revelation”, giusto per fare un paio di esempi.

In questo contesto non bisogna assolutamente dimenticarsi dell’ottima prova canora di Andrea Fenili, le cui linee vocali riescono a creare melodie che rimangono impresse nella mente, alternando passaggi fatti di note prolungate ad altri più incisivi. Rimanendo sul lavoro svolto dal chitarrista/cantante, è da rimarcare il fatto che Andrea non si lancia in assoli al fulmicotone, ma preferisce giocare con le progressioni di accordi, utilizzare suoni distorti ma non pompati, alternati a clean effettati, dimostrando anch’egli di aver riposto una cura maniacale sia nelle parti di accompagnamento che in quelle soliste.

Inutile citare un brano piuttosto che un altro, dal momento che ogni traccia rappresenta un capitolo a sé stante, che merita di essere ascoltato e sviscerato in ogni sfumatura, perché ad ogni ascolto è interessante soffermarsi sul singolo strumento, per carpirne le soluzioni e goderne appieno. Sin dalle prime note dell’opener “Mea Culpa” ci si rende conto che questi ragazzi non amano fossilizzarsi su soluzioni comode e conformiste, piuttosto preferiscono sperimentare ed esplorare. L’esplorazione è anche il carattere distintivo delle tastiere, in grado di creare melodie sognanti e delicate, come in “Seagulls Are Flying”, tra l’altro brano dall’atmosfera unica, per poi gettarsi nell’elettronica più spinta, come nella parte finale della stessa canzone che ricorda vagamente “On The Run” dei Pink Floyd.

“Mea Culpa” è un album suonato splendidamente, che piacerà non solo agli amanti del Rock Progressivo, moderno con uno sguardo rivolto al passato, ma a tutti gli estimatori della buona musica, perché la buona musica non ha confini di genere.

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